Omeopatia
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Omeopatia Frequently Asked Questions

FaQ Omeopatia

L'Omeopatia, la più diffusa forse tra le medicine alternative, desta da sempre interesse e curiosità. Di seguito vengono riportate alcune delle domande, e relative risposte, più frequentemente poste da quanti si accostano, per la prima volta, alla medicina omeopatica.

È una serie di quesiti di interesse comune posti in occasione di conferenze, visite mediche, telefonate, email. Sono omesse le domande del tipo "come si cura questo" o "come posso usare quello" perché troppo specifiche (qualcosa del genere, con FaQ suddivise per argomento, può essere consultato qui).

E se non trovi qui la risposta alle tue domande, contatta lo studio.

Sempre più spesso, in particolare dalla pandemia del COVID in poi, le ricerche degli utenti si sono indirizzate verso professionisti della medicina di base che, nell'approccio terapeutico di sintomi e malattie, prediligessero rimedi omeopatici ai farmaci tradizionali, da alcuni pazienti considerati rischiosi per i possibili effetti collaterali.

Abbiamo già spiegato in un articolo della sezione sinossi di questo sito, che le cure omeopatiche, per essere efficaci e sicure, devono considerare i singoli sintomi e le singole malattie, che si alternano o si succedono in uno stesso organismo, come espressione di un disordine funzionale di tutto l'organismo su base costituzionale (ereditaria) e personale/ambientale.
In altre parole, trattare costantemente singoli sintomi e malattie sia con terapie allopatiche, sia con una omeopatia solo sintomatica - tipica del "fai da te" - significa spostarli da piani superficiali dell'organismo verso organi sempre più profondi e vitali, attraverso i meccanismi delle metastasi morbose e delle alternanze, ben noti agli omeopatia più esperti e preparati.

Per questo motivo cure solo e sempre sintomatiche finiranno per accelerare la storia biopatografica di ognuno di noi, insita nella nostra stessa costituzione, e che ha nel dinamismo morboso degli esseri viventi, dunque, la vera patologa da curare - che si esprime sempre attraverso sintomi contemporaneamente mentali, reattivi generali, e fisici - a cui contrapporre il dinamismo salutare di rimedi omeopatici scelti con sapienza, e somministrati nel rispetto di quel principio di massima similitudine, che è il vero cardine prescrittivo delle terapie omeopatiche.

In definitiva, quindi, rivolgersi ad un medico omeopata significa rivolgersi ad un medico che, per cultura, osservazione ed esperienza, abbia superato i limiti prescrittivi propri della medicina di base, ma anche di quella specialistica/organicistica tipica dei nostri tempi.

La risposta a questa domanda deve essere necessariamente articolata...
Nell'immaginario collettivo, e per un certo mondo ufficiale, che ha tutto l'interesse di ridurre il campo di applicazione dell'Omeopatia, si tratterebbe di una medicina naturale in grado di intervenire solo in disturbi o malattie non particolarmente importanti o gravi, per le quali invece è fondamentale, fin da subito, rivolgersi, per l'appunto, ai canali ufficiali.
Ma l'Omeopatia in realtà è molto più di questo, perché capace di intervenire, per le sue peculiarità prescrittive, proprio nella prevenzione sia primaria - quella per intenderci che precede la comparsa di disturbi anche seri - ma anche secondaria, di affezioni e malattie, cioè, che hanno la tendenza ad approfondirsi, e ad evolversi nel tempo anche negativamente.

Si tratta dunque di una metodologia complessa, che non è semplicemente finalizzata alla cura di semplici disturbi, com'è tipico dell'omeopatia "fai da te", somministrata in realtà ancora secondo un criterio allopatico di palliazione/soppressione di singoli sintomi o banali malattie.

Il campo di applicazione dell'Omeopatia, insomma, è ben più vasto di quello che si pensi, e in realtà i disturbi più semplici, per la quale viene spesso utilizzata, sono solo una maniera per cominciare a conoscerla, e soprattutto scoprirne le sue capacità terapeutiche. Infatti, alla base della complessità prescrittiva dell'Omeopatia, c'è la comprensione che la malattia è il risultato della rottura di un equilibrio dinamico di tutto l'organismo - cui concorrono predisposizioni anatomiche e circostanze esistenziali e personali - che, se non curato, o addirittura curato male, finisce per complicarsi sempre più, compromettendo le capacità di difesa e riparazione di tutto l'individuo, che a poco a poco mal si confanno con la sua sussistenza in vita.
Questa rottura dell'equilibrio dinamico di tutto l'organismo è insita nella persona fin dalla sua costituzione, ed è quello che chiamiamo dinamismo morboso, al quale solo l'Omeopatia può contrapporre il suo, energico, dinamismo salutare, insito all'apposto nei suoi rimedi - quando prescritti e somministrati correttamente - e come tale in grado di intervenire in ogni condizione clinica, anche avanzata e complicata, allo scopo sempre di arrestarne/ritardarne la sua progressione.

A corollario di quanto scritto in risposta alla domanda "L'omeopata chi è?", è possibile definire chi possa essere il migliore omeopata  "su piazza", quando decidessimo di rivolgerci ad un medico con tali competenze. È evidente che nè l'emotività del momento, né i tanti o pochi giudizi positivi verso un terapeuta possono aiutarci pienamente in questa scelta, ma solo la comprensione che, quando cerchiamo un bravo omeopata, siamo in realtà alla ricerca di un medico finalmente ippocratico.
Infatti, solamente un medico che conosca al contempo la medicina dei simili e dei contrari - proprio come il nostro capostipite - di volta in volta sarà in grado di scegliere la terapia più adatta al caso da curare, giungendo a saper individuare se può essere utile la sola Omeopatia, questa associata - o meglio, embricata - alla medicina allopatica, oppure, per la poca possibilità di suscitare una valida risposta difensiva dell'organismo, solo una terapia allopatica di soppressione/palliazione dei sintomi.
Tutto questo, però, comporta la certezza che un simile medico non sarà mai sostituibile, soprattutto nei casi cronici e/o complicati di malattia, da un banale "fai da te".

C'è molta confusione intorno a questa definizione, tanto che per molto tempo nell'immaginario collettivo i pazienti hanno creduto che l'omeopata non dovesse neanche essere necessariamente un medico, e che neanche dovesse visitare i suoi pazienti.
In realtà il medico omeopata da molti autori della nostra materia è definito un super medico, cioè un medico che ha acquisito delle conoscenze-competenze, che gli permettono di arrivare ad un sapere completo della medicina.
È Infatti fondamentale che l'omeopata parta sempre dalla conoscenza della malattia, e del suo possibile iter diagnostico e terapeutico - esattamente come un medico tradizionale - ma sia poi in grado di spostare l'obiettivo della cura ad aspetti costituzionali, temperamentali e reattivi dei suoi pazienti, che invece le conoscenze della medicina ufficiale hanno finito per ignorare. In questa maniera il medico omeopata adatterà la cura non alla sola malattia, ma ad ogni determinato malato con quella malattia, e in tal modo arriverà ad agirne sulle cause e non semplicemente sugli effetti più evidenti.
Infine, dove è possibile, utilizzerà per la cura rimedi opportunamente trattati, e provenienti dalla natura, ai quali è stato tolto il potere tossicologico, per esaltarne, all'opposto, la loro azione di stimolo sui poteri di riparazione e di difesa dell'essere umano.

Va subito detto che l'Omeopatia agisce in maniera del tutto diversa da quella delle sostanze farmacologiche tradizionali, ma soprattutto agisce correttamente, rapidamente e in maniera sicura, solo quando, tanto in acuto quanto in cronico, la sua somministrazione non viene fatta semplicemente sul nome della malattia, ma su caratteristiche personali e costituzionali che individualizzano i disturbi, permettendoci così di agire sulle loro cause, e non semplicemente sugli effetti più evidenti. 
Nello specifico, le sostanze utilizzate in Omeopatia hanno un tale potere tossicologico per gli esseri viventi che, somministrate ancora a dosaggi infinitesimali - quelli propri della medicina omeopatica - e sul criterio di massima somiglianza tra questo potere tossicologico e la malattia in atto, sono ancora in grado di provocare una reazione dell'organismo - aggravamento curativo - più forte di quella indotta dalla patologia stessa, e come tale in grado di eliminare anche questa.

In definitiva, l'Omeopatia agisce sollecitando sempre e comunque le reazioni di riparazione e difesa dell'organismo, e non sopprimendo i sintomi della malattia - insieme a quelli di difesa - come invece fa la medicina tradizionale o allopatica, fitoterapica, farmacologica o omeopatica che sia, e quest'ultima tipica del "fai da te."

È in assoluto la domanda più ricorrente posta su Internet. L'Omeopatia è un sistema di cura e prevenzione delle malattie, che si basa sul metodo sperimentale di osservazione e deduzione dei fatti, in base al quale sostanze dei tre regni della natura sono usate, a scopo curativo, sulla base del principio di somiglianza tra il quadro patologico in atto, e il potere tossicologico delle stesse che, quando utilizzate a dosaggi infinitesimali, invece, sono in grado di guarire (Legge di Arndt-Schultz o dell'Ormesi). Completano questo principio terapeutico noto come legge di (massima) similitudine, quelli di individualità morbosa e medicamentosa, la teoria dei miasmi - alla base della cronicizzazione/degenerazione delle malattie - e la legge naturale di guarigione, che porta il nome di uno dei massimi esponenti della materia, vale a dire Constantin Hering.

La complessità metodologica che sta alla base dell'Omeopatia, della quale abbiamo già fornito i cardini prescrittivi, ci conduce a rispondere che l'omeopatia funziona in maniera ottimale e pienamente soddisfacente, tutte le volte che il medico esperto la applica con rigore, e il paziente la segue senza interferire, allopaticamente, in maniera autonoma o consigliata. Questo è proprio quello che si verifica più spesso, in realtà, perché il malato, che non ha consapevolezza di sé, spesso interviene su singoli sintomi, allo scopo di accelerarne la guarigione, ma innesca in tal modo quei meccanismi - noti dalle osservazioni degli omeopati più sapienti - delle alternanze e/o metastasi morbose, che finiscono per favorire la persistenza dei disturbi, se non addirittura il loro approfondimento/aggravamento.

I rimedi utilizzati a scopo terapeutico provengono dai tre regni della natura - animale, vegetale e minerale - e sono sottoposti ad un particolare processo di diluizione e scuotimento capace di eliminarne i possibili effetti dannosi per l'uomo, ed esaltarne, all'opposto, le virtù curative.

La loro somministrazione avviene sul criterio di maggiore somiglianza tra il quadro patologico da curare e i sintomi che le diverse sostanze hanno provocato nell'uomo, quando gli sono state somministrate a lungo o in dosi eccessive. L'utilizzo dei rimedi secondo questo criterio permette di stimolare le innate capacità di difesa dell'organismo umano, rendendolo nuovamente in grado di guarire autonomamente dalle malattie.

Il particolare processo - di diluizione e scuotimento - a cui sono sottoposte le sostanze della natura, le purifica da ogni possibile tossicità sull'uomo, rendendo l'omeopatia particolarmente sicura, oltreché efficace, anche in età e periodi della vita decisamente delicati, come la prima infanzia o l'epoca della gravidanza.

L'Omeopatia può essere utilizzata in ogni situazione morbosa in cui le capacità di difesa dell'organismo umano siano ancora totalmente o parzialmente efficaci e dunque suscitabili. Pertanto anche in malattie avanzate, e /o caratterizzate da importanti lesioni organiche, essa può spesso risultare ancora utile, in quanto capace di prevenire ulteriori aggravamenti delle condizioni cliniche.

E' consigliabile sottoporsi ad una visita tutte quelle volte in cui i disturbi hanno la tendenza a ritornare periodicamente o addirittura a persistere: in questi casi, infatti, l'organismo si trova in una condizione di permanente alterazione funzionale, che lo rende suscettibile alle malattie e, in presenza di queste, gli impedisce di pervenire alla guarigione.

I tempi di cura dell'Omeopatia sono quelli necessari a raggiungere la guarigione nel pieno rispetto della naturale fisiologia dell'organismo umano, ed è principalmente per questo motivo che, quando i rimedi sono somministrati correttamente, agli effetti terapeutici non si associano mai quei disturbi collaterali spesso caratteristici, invece, delle cure tradizionali.

I cosiddetti rimedi unitari, gli unici in grado di rispettare appieno la complessità psicofisica dell'organismo umano, non sono particolarmente dispendiosi; esistono, tuttavia, indirizzi terapeutici meno economici, che utilizzano miscele di rimedi unitari, o che li utilizzano contemporaneamente in un numero elevato: si tratta, però, di approcci ancora prevalentemente orientati al trattamento della sola malattia, e quindi non in grado di comprendere e trattare la disarmonia funzionale di tutto l'organismo, che è la causa predisponente della quasi totalità delle affezioni patologiche.

Purtroppo no. Si tratta di un'anomalia tutta italiana, giacché paesi limitrofi, e facenti parte dell'Unione Europea, riconoscono democraticamente forme parziali o totali di rimborso a quanti, e sempre in maggior numero, si curano con questo tipo di medicina, attualmente considerata alternativa a quella tradizionale, che utilizza rimedi di sintesi su criterio allopatico, ovvero contrastante i sintomi di un organismo, che però, nella maggior parte dei casi, cerca, sia pur inefficacemente, di pervenire spontaneamente alla guarigione.

E' quanto sostenuto dai principali oppositori della metodica, in base all'osservazione che le sostanze somministrate, in alcuni casi, sono molto diluite. In realtà, però, i molteplici successi terapeutici ottenuti in campo neonatale e veterinario, ovverosia su esseri viventi per nulla suggestionabili, sono la prova inconfutabile dell'efficacia dei rimedi, indipendentemente da qualsiasi tentativo di condizionare coloro che li utilizzano.

Esistono numerose osservazioni che dimostrano come sostanze pur diluite, ma farmacologicamente attive, siano ancora in grado di stimolare i processi organici; inoltre diverse prove sperimentali sono state in grado di evidenziare l'alterazione strutturale dell'acqua anche in soluzioni estremamente diluite. Manca da dimostrare, dunque, solo il meccanismo d'azione dei rimedi omeopatici, che la maggior parte degli studiosi è ormai concorde di poter far rientrare nell'ambito dei processi appartenenti al campo della fisica ultramolecolare.

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