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Quali sintomi, quanti sintomi
Dalla semplice palliazione (allopatia) alla vera guarigione/prevenzione dell'Omeopatia professionale

Quali sintomi, quanti sintomi

In precedenza abbiamo parlato di Energia Vitale, miasmi e divenire morboso della persona, concetto, questo, già compreso nella costituzione anatomica di ogni individuo, che fin da subito lo differenzia e lo contraddistingue.

Abbiamo detto, a tal proposito, che Christian Friedrerich Samuel Hahnemann - padre dell'Omeopatia - desume l'esistenza dell'Energia Vitale dalla natura infinitesimale delle sostanze che compongono i rimedi omeopatici, e che per miasma si intende uno stato di perturbazione, prevalente, e permanente, di questa Energia Vitale, a cui consegue una sempre minore capacità di difesa dell'organismo umano.

Ecco allora che il grado del divenire morboso, già insito nella stessa costituzione anatomica del soggetto - per effetto di questa Energia Vitale, ereditariamente perturbata - può trovarsi in uno stadio ancora più avanzato, in base al miasma prevalente, al momento in cui la persona si rivolge all'Omeopatia, del tutto ignaro, però, di queste sue caratteristiche, che hanno invece la peculiarità di poter contrapporre il divenire salutare, di un Omeopatia ben fatta, a quello morboso in atto, e quindi di arrestare, il più a lungo possibile, la progressione della/e malattia/e.

A questo punto ben si comprende che all'omeopata esperto poco interessa, nelle malattie croniche-degenerative, di conoscere il nome/i della malattia/e in atto, perché non é a questa a cui vuole opporsi (soppressione/palliazione), come fa la medicina tradizionale, o anche l'omeopatia allopatizzata del fai da te, bensì proprio alla progressione della stessa, per giungere a fare prevenzione primaria - quando si riesce a far ritorno all'origine della storia biopatografica della persona (costituzione anatomica) - oppure a quella secondaria quando - di una patologia già avanzata - si vogliono prevenire, il più a lungo possibile, le sue complicanze, sempre più letali.

Importanza dei sintomi

Seguendo questo complesso ragionamento, i sintomi che dovranno essere compresi nella scelta dei rimedi omeopatici che costituiscono la sequenza utile ad arrestare la progressione morbigena dell'organismo, comprenderanno prima quelli di pertinenza del miasma dominante del momento, e poi tutta una serie di caratteristiche emotive, reattive e fisiche, che conferiscono ad ogni disturbo o malattia quella individualità, che ci permetterà di arrivare a curare l'origine della sua insorgenza.

Quindi dal nome della malattia, si andrà alla ricerca di questi sintomi - una decina circa - del miasma prevalente, prima, e delle peculiarità del paziente, poi, in modo da identificare da un lato lo stato complessivo patogeno del momento, e dall'altro lo sforzo, sempre di tutto l'organismo, guidato ancora dalla sua energia vitale, ancorché suscitabile, finalizzato proprio ad opporsi al divenire morboso, azione curativa che allora il rimedio sarà in grado di esaltare, per sua massima somiglianza (simillimum), al contempo, con il miasma in atto, e con tale sforzo vitale individualizzato, quando sapientemente individuato e valorizzato (guarigione naturale/prevenzione).

Breve discorso a parte, invece, meritano le patologie acute e transitorie, che potranno essere prontamente curate da rimedi satelliti della sequenza curativa, quando riacutizzazioni di disturbi cronici o recidivanti, oppure da rimedi scelti sulla base di situazioni personali e ambientali, di volta in volta incidenti sulla persona, che comunque precedono sempre l'azione di qualsivoglia agente morbigeno, primi fra tutti virus e batteri.

Quali sintomi, quanti sintomi: approfondimenti

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